mercoledì 21 aprile 2010

Ranch Roping, vitelli e rispetto degli animali

Di recente ho visto, in giro, l'ennesimo attacco contro il roping. Alcuni animalisti sostengono che si debba vietare (o boicottare) il roping in quanto è un "maltrattamento" degli animali.
Premesso che ognuno ha il diritto di avere le proprie idee e di sostenerle, vorrei usare questo spazio per portare le argomentazioni che, a mio parere, contraddicono l'idea che il Ranch Roping (parlo per questa che è la disciplina che pratico e conosco) comporti un maltrattamento degli animali.
Innanzitutto, i vitelli che usiamo per fare roping devono vivere tutti insieme in un recinto abbastanza ampio (meglio sarebbe in un grande pascolo), altrimenti non riproducono poi le dinamiche della mandria che sono indispensabili per fare un lavoro serio. Questo mi sembra un vivere molto migliore di quello che spesso fanno i vitelli da carne, che passano la loro (breve) vita chiusi in una gabbia grande giusto quanto loro, con la testa bloccata nella mangiatoia in modo da mangiare sempre e ingrassare in fretta. Ora, se gli animalisti che ci criticano sono vegetariani, allora rispetto il loro punto di vista. Ma se, invece, mangiano carne di vitello come la maggior parte di noi, allora mi sembra un po' ipocrita criticare i ropers.
Altro punto: la "filosofia" del buckaroo, del cowboy, è quella di prendersi cura del proprio bestiame. Il ranch roping serve proprio a catturare i vitelli liberi per poi vaccinarli e curarli, oltre che ovviamente a castrarli, marchiarli o etichettarli. Vi assicuro che l'arte del ranch roping consiste innanzitutto nel rendere la cattura del vitello il meno invasiva possibile per l'animale.Detto questo, nella disciplina che pratichiamo noi in Italia non marchiamo o castriamo nessun animale! Si simula solo la marchiatura con una polvere colorata. I vitelli però sono "addestrati" alla maniera dei cavalli. Li si approccia piano, in modo che capiscano qual è il progetto per loro. Corrono quindi se li si insegue, ma una volta presi si fermano tranquilli e si lasciano lavorare con calma.
Non c'è quasi mai stress nel bestiame durante le nostre gare o i nostri allenamenti, e quando c'è è un errore (grave) del cowboy, che viene immediatamente penalizzato o squalificato. I veterinari sono sempre presenti a garanzia di tutto questo.
Noi ci prendiamo cura delle nostre mandrie, vogliamo che i vitelli crescano sani e forti (perché poi si devono vendere, ovviamente, ma questo è il destino di quasi tutti i vitelli!) e vi assicuro che un vitello maltrattato raramente cresce bene e ingrassa. Il vero problema, spesso, è trovare il coraggio di vendere vitelli a cui ci si è affezionati (avete presente Norman del film "Scappo dalla città. La vita l'amore e le vacche"?).
In realtà, molti hanno risolto questo problema utilizzando, invece che i vitelli, delle vacche che restano di piccole dimensioni (ad esempio la mandria con cui ci alleniamo noi è di questo tipo). A questo punto cade la necessità di venderli quando sono cresciuti troppo, e quindi questi animali, al contrario dei loro compagni destinati al macello, vivono una vita lunga e tutto sommato dignitosa.
Il prezzo che pagano è quello di essere presi con il rope durante il week end, in genere per non più di un paio d'ore (il che significa che ogni vacca viene catturata al massimo 2 o 3 volte). Non mi sembra male, rispetto ad essere uccisi con una sparachiodi in fronte, squartati e poi finire sulle tavole dei non vegetariani!
Ci sarebbe ancora molto da dire, però vorrei lasciare la parola a voi. Vi prego solo di una cosa: qualsiasi opinione sarà tollerata, purché venga seriamente argomentata. Evitiamo le prese di posizione di tipo fideistico, cose del tipo "secondo me avete torto voi e ho ragione io".
E vi prego di astenervi, tutti, dagli insulti, dimostrando così a chiunque capiti su queste pagine che cowboys, animalisti e chi è entrambe le cose contemporaneamente (e io mi reputo uno di questi) sanno essere innanzitutto persone civili.
Grazie, e buonanotte a tutti!

2 commenti:

  1. Ciao Ugo, sono Mauro - Sheriff, condivido pienamente ciò che hai scritto e chi fa team roping, come me aggiunge a tutto ciò che hai detto un po' di velocità nella competizione... parlerei anche di lazi con lo sgancio che si usano per gli allenamenti.

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  2. Il concetto di benessere animale e' espresso in leggi che gia tutelano sia la salute fisica che psicofisica dell'animale.
    Negli allevamenti di bovini si e' gia' fatto molti passi avanti per la loro tutela, anche se il fine e' il miglior rendimento in qualita' di prodotto commestibile.
    Coloro che sparano sentenze rispetto alle pratiche del ranch roping credo non conoscano le reali condizioni di vita di un vitello da carne, come Ugo ha evidenziato.
    Tuttavia io credo che per ogni animale, che finisca o meno sulla nostra tavola sia importante solamente una cosa: che la sua vita, breve o lunga sia vissuta decorosamente.
    Il mio pensiero fugge agli allevamenti di polli, di suini.. Perche' i contestatori del roping non si fanno un giro in quei campi di concentramento?

    Zaira.

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