sabato 11 settembre 2010

Riflessioni sull'essere un cowboy

Mi capita spesso che mi chiedano perché voglio "fare il cowboy", cosa ci trovo di interessante, perchè metto un cappello e una camicia a maniche lunghe anche nelle giornate più calde. Mi chiedono se mi piacerebbe essere un cowboy.

La risposta a questa domanda merita un po' di approfondimento.
Innanzitutto, cos'è un cowboy? Inteso meramente dal punto di vista professionale, un cowboy è un mandriano, quello che in Piemonte si chiama "marghè". E' un lavoro duro, che nella realtà ha ben poco di romantico, soprattutto considerato che spesso il cowboy è messo molto peggio del nostro margaro, perché in genere in Italia questi è il proprietario della mandria, mentre il cowboy è un dipendente, tipicamente mal pagato.
Ma essere cowboy non è solo una professione. Quello che mi ha sempre affascinato del cowboy sono gli ideali di vita che ci sono dietro. Poi, poco mi importa se questi ideali sono seguiti, nella pratica, dai veri cowboys americani.
Credo nell'essere un Uomo, nel trattare con rispetto i propri animali, amare la natura e desiderare preservarla, nell'avere dei valori saldi, nel dare valore assoluto alla propria parola, nel considerare una stretta di mano più vincolante di qualsiasi contratto.
Credo nell'Amicizia, anche se a guardarsi intorno sembra sempre più rara.
Nell'avere il coraggio delle proprie azioni, delle proprie parole, dei propri ideali.
Nell'avere l'umiltà indispensabile per imparare e migliorarsi, per riconoscere quanto di buono c'è negli altri, in cosa sono migliori di noi, e cercare di imparare da loro.
E nel sapere che ognuno ha il diritto di scegliersi la propria Via, ma anche il dovere di rispettare quella degli altri, per quanto non la condivida.
Questo è quello in cui credo io, con i miei pregi e i miei molti difetti, con i miei pochi Amici e qualche nemico, con le mie abilità e le mie incapacità. Questo è quello che sono, o che provo ad essere.
E io sono Ugo Micci.
Voi, vari Fragolino77 & Co., che vi nascondete dietro il facile e pusillanime paravento del web, chi siete?

3 commenti:

  1. Mah...di gente così, né trovi quanta vuoi. Il fatto è che per noi può essere uno stile o una filosofia di vita. Ci siamo sentiti tutti dire almenno una volta...."ma il cavallo, dove l'hai lasciato" mentre entravamo in un qualsiasi posto, vestiti come piace a noi. Non ci faccio più caso, una volta rispondevo..." a casa tua ", intesa come stalla, ma...infiammava gli animi. Meglio lasciar perdere e compatire gli IGNORANTI. Ciao Ugo, buon proseguimento.

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  2. Ave broth ;-)
    Hai detto parole più che giuste.
    Anche a me è capitato di trovare persone che quasi non capivano, dopo la semplice spiegazione,...questa mia passione x il west.
    Anche se non ho un cavallo ma, ballo da 9 anni line dance. Da quando ho cominciato quest'avventura dentro di me è successso un cambiamento che mi rende fiero di fare quello che faccio... Non smetterò mai di essere un Cowboy. Da pochi anni sono un bull rider e questo ha fortificato anche lo spirito che mi guida a essere ciò che sono. Molta gente si fa strani pensieri e,....meno male che c'è sempre qualcuno che,....pur essendo un numero inferiore, comprende,...il nostro stato di libertà spirituale e mentale.
    In fine... Amico mio... ringrazio una persona a Me immensamente cara che, forse avrai visto in qualche film western :-)... ovvero mio nonno Ugo SASSO (Ugo nome d'arte...vero nome Domenico)....il quale,...ogni volta che lo vedo in "TRINITA'"....adesso che non c'è più....spero sempre che sia in un bel posto, in sella ad un cavallo che galoppa libero.
    God Bless You
    un abbraccio
    Cowboy Bear
    Elia Sasso

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  3. chiacchiere su chiacchiere prima o poi sarà chiaro a tutti , la paura fa 90

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